Perchè la Lombardia dice no alla Turco
La Turco pensa che abbiamo l’anello al naso e da buon vecchio comunista falsifica la realtà.
Se bastasse una frasetta per salvaguardare l’autonomia regionale il federalismo già trionferebbe in Italia. Non è così ed è per questo che diciamo no al documento della Turco che in cambio di un paio di dolci paroline vuole annullare le specificità regionali.
Come ogni buon vecchio comunista poi la Turco pensa di farsi dare ragione perchè offende l’interlocutore: il documento di cui parla il ministro Turco (dalla sala stampa del Ministero) lo abbiamo letto bene ed è per questo che abbiamo detto no. L’assenso tecnico dato in un primo momento dall’assessorato era appunto tecnico e non politico. Regione Lombardia ha emanato delle proprie linee guida lo scorso mese di gennaio in piena e unanime condivisione con i medici dei propri ospedali, dopo un periodo di sperimentazione lungamente condotto alla Mangiagalli e al San Paolo di Milano. Un documento condiviso da primari e medici di diverso orientamento culturale e politico (tra cui Alessandra Kustermann, responsabile del Servizio Diagnosi Prenatale della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, Luigi Frigerio, direttore di Ostetricia dei Riuniti di Bergamo, Fabio Mosca, direttore della Neonatologia e Terapia intensiva neonatale della Mangiagalli, Basilio Tiso, dirigente medico della Mangiagalli e Patrizia Vergani responsabile del Servizio di Medicina materno-fetale del San Gerardo di Monza).
Solo dopo il nostro documento il ministero della Sanità si svegliò dal sonno dei giusti che lo aveva fino ad allora contraddistinto e realizzò un documento - che pretende ora di imporre a tutte le Regioni - in cui c’è una scarsissima accentuazione del valore della maternità, nonché la quasi imbarazzante sottovalutazione dell’enorme lavoro svolto in questo campo dal volontariato che in un documento di 11 pagine è liquidato con 7 parole.


Mercoledì 26 Marzo 2008 10:42
Per fortuna, questa signora a breve tornerà nel posto che le si confà, insieme ai suoi “compagnuzzi”: all’opposizione.
Sabato 29 Marzo 2008 07:53
Leggo oggi questo post: finalmente mi sono chiarita le idee e ho voluto riportarlo nel mio blog!